Pubblicato il 13 gennaio 2009 da Renzo

Spunto da: CASANOVA

Sotto falso nome nascondo la mia deplorevole identità di amatore. Ogni ostensione sarebbe letale e 

concederebbe facili pretesti di condanna all’informale e strisciante Inquisizione del 2000: una 

condanna a morte per la mia vitale libertà. 

Ho guardato a lungo con occhi innocenti la finestra fronte-casa, dove la segregata vergine bionda avida 

attendeva. Non agivo. Avevo lo sguardo perso e rinviavo, consumandolo, il mio giovane amore tra le 

mura ingannevoli dello scrittore anonimo, di stirpe femminina. 

Tutto ciò che ho scritto è pura ipotesi, destinata a sfaldarsi all’evidenza dei fatti: l’uomo cambia 

attraverso l’incontro e il suo essere non può limitarsi ad alcuna imperfetta descrizione. Mutano i 

comportamenti col fluttuare imprevedibile del cuore; non ci sono epoche, né popoli in grado di fissare 

in regola il sentimento. Il santo giudizio non ha senso! Solo la via tracciata dal cuore può dirsi vera e 

seguire questa via è il mio compito. Nei foschi canali veneziani dipinti di incanto e tra le guglie dorate 

di Istanbul vola uguale – senza pesi di ragione e religione – l’angelo dell’amore: le sue frecce 

prendono direzioni inaspettate che i piani della mente non potevano concepire. Attendo con ansia 

questa freccia di Dio perché il mio peregrinare sofferente e lubrico abbia termine. Il contrario di ciò 

che scrivo si materializzerà ai miei occhi ormai stanchi di ricerca… allora rischierò la morte per quella 

che reputavo essere la sacrosanta libertà del passato – a cui comunque avevo diritto – e sarò salvato 

proprio dall’anima che mi ha abbandonato, ancora bambino, lasciandomi nel turbine delirante di 

perdita. 

Il capitolo che io non posso scrivere è sempre misterioso, è speranza nascosta nei labirinti insondabili 

dell’inconscio. Il mio vecchio scrivere si fa comunque antica armonia ed è l’espressione vera 

dell’amore che è in me e che nessuno mi aiuta a vivere. Il primo passo diventa necessario per portare a 

conclusione il disegno della laguna incantata senza uscita, opera incompiuta di un artista paurosamente 

mistico e insicuro. 

Qualcuno alzi le vele colorate del mio destino, accenda il sacro fuoco del volo… parta veloce la mia 

bagnarola, spinta dalla forza motrice della poesia e dal senso di unione dell’amore. 

Niente più identità. Soltanto Essenza.

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