Pubblicato il 10 gennaio 2008 da Renzo
Il buono di me è che non faccio finta di star bene.
Quegli sciocchi “Come stai?” “Tutto bene.”, “Abbastanza bene sì, non c’è male.” “Potrebbe andar
meglio.”… sono l’emblema della comunicazione superficiale che impera nei nostri stati petroliferi,
mentre quando torni a casa scarichi la merda che hai accumulato nella giornata su te stesso o sulla tua
famiglia, se ne hai una.
Vi siete mai chiesti se la Vostra famiglia non sia per caso un contesto che vi siete egoisticamente creati
per star meglio?
Io ho scelto invece la solitudine, dandomi una scadenza di tre anni per meditare sulla mia vita e sul da
farsi. Anche se non la reputo una scelta definitiva, la considero necessaria per comprendere cosa c’è in
me di vero e cosa di costruito. Vi assicuro che non si tratta di una scelta facile, perché il percorso – se
davvero fatto in modo serio, senza prendersi in giro – porta alla Responsabilità totale verso te stesso:
niente più scuse, giustificazioni del giorno dopo; perfino lo schifo del mondo non può sollevarti dal
completo potere di decisione che puoi avere sulla tua vita se ti affronti veramente a muso duro e
verifichi agli occhi dello specchio la tua divina peculiarità. Quei tratti del viso, tra le righe e le rughe, i
nei e le tensioni mascellari, ti indicano spietati, se guardi sincero, se la direzione che hai preso è quella
giusta, o forse quella più facile (?)…. Usare la falsità verso la propria vita corrisponde a non viverla!
Se noti i segni sul tuo corpo e li prendi per quello che sono, se vedi dentro il tuo sguardo cosa sta
scritto nel quadro dell’anima, allora soffri, soffri come un cane… ma alla fine lo specchio che hai
davanti si illumina d’un sorriso senza uguali e nella trasparenza appare una strada da seguire: la tua
strada maestra!
Può darsi che, alla luce di queste scoperte, dovrai cambiare un po’ o completamente la tua vita, ma gli
angeli amano i cambiamenti e tu, tu devi avere coraggio!
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