Pubblicato il 20 gennaio 2009 da Renzo

Spunto da: THE LIBERTINE

“Non vi piacerò” perché non sono capace di non dire quello che penso e “Non intendo piacervi” 

perché sono un cinico provocatore. Forse offenderò i vostri affetti, farò traballare i vostri flebili legami 

e vi scandalizzerò con la mia arte “pornografica”. Tutti mi chiederete di prendere la giusta via del 

comportamento vedendo in me il Bene, anche nella totale trasgressione… ma nella mia strada di auto- 

distruzione, non seguirò il Re avido di potere che vuole soltanto mantenere il suo trono lasciando il 

popolo nel vizio estremo e nella perdizione. Lo manderò più volte a fondo con la mia sfacciata 

personalità, prima di salvarne l’inutile eredità. Io non ho pietà per le vergini e rapirò le donne senza 

pudore, senza averne in apparenza rispetto… ma sono loro a non avere rispetto per se stesse! Uso gli 

uomini come mezzi per i miei fini, se come strumenti si propongono ai miei occhi. So tuttavia vedere 

la profondità dove tutti guardano la superficie, la maschera di sé da coprire di fischi e insulti… ma nel 

sussurro della giovane attrice c’è l’anima del teatro, scorgo la verità che a occhi chiusi interpreta se 

stessa. 

È nella scrittura la mia grandezza e la mia immortalità, nel teatro il naturale sbocco del sentimento 

puro che vivo. Non ho ancora incontrato chi mi insegna la vita, né mi sento in grado di trasmettere 

vitalità, ma ho intenzione di prendere la vita in moglie e coltivare il frutto anche se fosse uno solo il 

seme rimasto! Continuo a consumarmi inesorabilmente nelle devianze, a inondarmi d’alcol le vene, ma 

la differenza è che lo faccio con classe, con il mio stile inconfondibile. Senza reputazione, con la 

spudoratezza dell’anima, attendo la morte per redimermi e salvare il Re dalla fine: ho garantito, con 

l’ultimo sforzo, la prosecuzione del suo regno, sfigurato nel fisico e, in realtà, preoccupato soltanto di 

me. Faccio tutto per me stesso, mio caro Re! 

E adesso muoio pio, a trentatré anni, cieco e degno delle mie provocazioni, consapevole delle mie 

predizioni e sazio delle mie perdizioni. Ora forse vi piacerò… 

Ma veramente vi piaccio? Sono stato uno specchio incompreso, un genio bastardo, un sanguisuga 

d’anime senza scrupoli per le morali incancrenite o assenti del mio tempo: libertino il mio spirito, 

irritante il mio essere, ma almeno non ho mentito e ho assolto al mio compito. Come accadde al primo 

cristiano, pochi mi hanno capito, ed è rimasta soltanto la mia maschera crudele e orrenda, sudori freddi 

in chi si accende di dubbio davanti alla grandezza del mio sublime rispecchiarsi nella piccolezza 

umana. 

E’ più importante la Vita o la Libertà? E se fossero sinonimi?

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