Pubblicato il 21 febbraio 2010 da Renzo
Spunto da “MONSIEUR IBRAHIM E I FIORI DEL CORANO”
“La bellezza è ovunque si guarda”. Nei miracoli della Bibbia come nei fiori del Corano.
Eppure ti dico che non è necessario un libro per rivelarti la parola di Dio.
Ciò che devi fare è semplicemente imparare a guardare Mumù, guardare a tuo modo.
So quello che pensi: “Tanto è solo un arabo!”
A parte il fatto che non sono arabo, che differenza c’è tra un arabo e un ebreo?
Prendi pure tutto ciò che vuoi nel mio negozio, perché tu non rubi… Tutto va e tutto torna in questa vita.
“Io non mi chiamo Mumù, mi chiamo Mosè!”
“Mosè, che nome impegnativo per un ragazzo di quindic’anni!”
Siamo tutti come Mosé, tutti allo stesso modo figli di Dio.
“Mumù, ti va di fare una passeggiata con me domenica?”
Lungo la strada giovani danzatori si avvicinano agli angeli attraverso il ballo…
“Balla anche tu Mumù! Guarda questi strani sacerdoti che girano intorno a se stessi chinando il capo: si infiammano diventando torce senza corpo, toccano l’energia più pura fino ad immedesimarsi in essa… Essi vedono oltre, come ognuno di noi, girando attorno a se stesso, può vedere oltre”.
“Metti la benda sugli occhi Mumù ed entra con me nella chiesa ortodossa.
Impara a guardare: ascolta le sensazioni…. Bene! Ed ora ammira con lo sguardo questo tempio di Dio…”
“Vieni Mumù, da questa parte… entriamo nella chiesa cattolica. Non dimenticare la benda!
Ascolta in silenzio… Bene, e adesso ammira con lo sguardo questo tempio di Dio”.
“Vieni Mumù, proseguiamo per la nostra via. Ecco la moschea.
Togli le scarpe e indossa questi sandali. A proposito, dovresti cambiarle quelle scarpe, ti stanno strette!
Ricorda che le scarpe puoi cambiarle, i piedi no… si consumano per sempre. Su, possiamo entrare.
Prega Mumù, come faccio io… Bene, ed ora ammira con lo sguardo quest’altro tempio di Dio.
Senza fretta avviamoci all’uscita”.
“Hai notato qualche differenza tra le diverse case dell’Altissimo?
E’ cambiato forse il silenzio? E’ cambiata la profondità della preghiera? E’ diverso forse il senso religioso dei fedeli?
Non ci sono risposte più valide di una non-risposta, Mumù.
Questo è il miglior insegnamento di un Sufi ai suoi discepoli, un insegnamento che vale più di qualsiasi legge dell’uomo.
Io ti riconosco come figlio Mumù, perché hai perso un padre che non era degno di te, e lo sapeva; mi hai chiesto di adottarti, hai amato senza amore, hai odiato senza odio. Così ti ho adottato ed iniziato il nostro viaggio a ritroso verso le origini.
Tutto è riemerso in noi sotto i cieli struggenti di ogni epoca fino alla casa che più non conoscevo”.
Infinito è il mio rilassamento interiore.
“Qui, nel tempio dell’uomo antico, ti confesso che ho lavorato tanto nella mia vita, ma sempre in modo lento, col mio ritmo. Credimi figliolo, la L E N T E Z Z A è il vero segreto della vita!
Nell’attimo che dura in eterno risiede la più grande saggezza universale. Il maestro la coglie e la trasmette”.
Infinito è il rilassamento interiore.
“Qui ho finito il mio viaggio Mumù. No! Non piangere, perché io non ho paura! Non ho paura e non muoio.
Quello che sapevo, ora anche tu lo sai. Sai che io non muoio e sai che tutti i fiumi finiscono nello stesso mare.
E’ tutto”.
“Ma qui non c’è il mare!”
“Sorridi Mumù, e tutto si risolverà…”
Nel sorriso,
nel tuo dolce sorriso
e nel vecchio che ora ti saluta
per l’eternità
vi è l’onda
che lenta
ritorna
al suo mare…
Un sorriso Mumù
lasciami con un sorriso.
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