Pubblicato il 7 marzo 2008 da Renzo
Sto organizzando l’ennesimo incontro di Poesia in uno dei caffè storici di Trieste dove un tavolo è
riservato a Claudio Magris, uno dei più grandi scrittori ed intellettuali della nostra epoca. In suo onore,
disposto sul pulpito di una finestra laterale, fa bella mostra di sé un ritratto. Anch’io, benché per sole
due settimane, ho avuto il mio ritratto su una parte del medesimo caffè grazie all’amico Paolo Carboni
(uno dei pochi che si possano definire “veri amici”), a sua volta onesto poeta e pittore che lotta per
condividere le proprie espressioni artistiche ed umane… sì, perché di una lotta si tratta: la lotta
all’indifferenza della gente e dei media, all’incapacità o assenza totale di ascolto, all’ipocrisia di chi si
riempie la bocca parlando de “i giovani” ma, nei fatti, non se ne cura minimamente, come in quei
circoli semi-chiusi di poeti e scrittori auto-celebrantesi che pensano più a mitizzare i classici e a
resuscitare i defunti che a promuovere i talenti contemporanei, trascurando soprattutto quelli che non
pagano il canone annuale di socio ordinario o sostenitore. Io sono cresciuto anche in questi sodalizi
dedicando loro perfino un libro!
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29 luglio 2009 alle 14:40
E questi che descrivi, caro Renzo, sono proprio i motivi per i quali - per un lungo periodo dopo la pubblicazione del mio primo libro di poesie - sono voluta stare lontano dal cosiddetto ambiente culturale della nostra città. Anch’io penso che gli “anziani” dovrebbero aiutare i “giovani” a crescere e finirla di farsi le pippe tra loro (ooppsss… si può dire? lo dico comunque). Ero giovane e cercavo maestri. Adesso sono vecchia e la poesia (insieme alla musica) continua a piacermi. Così faccio quello che mi piace (e che hai visto/sentito l’altra sera al Poetico Parco) e me ne frego dei sapientoni…
Spero che magari si possa combinare qualcosa insieme,
un abbraccio
Lisa