Pubblicato il 6 luglio 2011 da Renzo
RECENSIONE A “ODI ALLE MIE REINCARNAZIONI”, SBC EDIZIONI, 2011
Ho seguito Renzo Maggiore nella fervida carriera artistica e devo dire che in questo ultimo libro (“Odi alle mie reincarnazioni”), si assapora la più ampia e consapevole sintesi di pensiero, espressa in lodevoli e gustosi versi; un pensiero che ci rasserena come le note delle sue canzoni e che ci lascia, ancora una volta, meravigliati e affascinati. Se è vero che le parole possiedono un senso, in questo caso, assumono il significato della ricerca di un “senso superiore“, ovvero la ricerca dell’anima nel groviglio della materia grezza, di cui è vittima la vita di ogni essere senziente e non. L’ artista, come un maestro zen, ci dona, a mani piene, quel filo conduttore utile a snodare la matassa, quel filo che ci aiuta ad uscire dalla logica efferata della mente e ci inoltra in un mondo di spiritualità dai gesti semplici, scevra da condizionamenti logici e intrisa di saggezza. In una delle prime liriche, “Genesi della Filosofia” il poeta sottolinea: l’ inizio coincide con la fine perché niente è l’ inizio e niente è la fine… ricordando il filosofo Talete di Mileto, e con queste parole ci accosta ai principi del sacro Cerchio della Vita, dove tutto scorre ed è in continuo movimento. In questo cerchio, chiamato anche Samsara, dimora la legge del karma che ci spinge a vivere molte reincarnazioni fino all’ Illuminazione e alla liberazione definitiva della materia. Ma l’ autore non si ferma ai filosofi presocratici arrivando a Lao Tze…
Maestro Laozi, dice, la tua parola è poesia filosofica, che insegna la compassione agli uomini, indica le vie naturali dell’ armonia; dell’ armonia l’ autore ne sa qualcosa: essendo un musicista, la sua opera è in primis musica che si trasmuta in poesia, una poesia pulita, mai volta al negativo, che anela a toccare e a far vibrare quelle corde che risiedono nel più profondo…
Io, il vero cieco che non sa nemmeno d’ essere “Dio” il mistico cantore!
In artistiche genealogie rinasce la Poesia che vera e libera apre le porte ai vivi al “nuovo mondo”, privo di morte…
Ma è nel concetto di Natura, che possiamo cogliere la profondità della sua visione… e, come in Gibran, con il quale il poeta ha una sorta di simbiosi estatica, ci fa volare alti, con ali di aquila…
L’ acqua è in me come nell’asfodelo e la spessa coltre di neve, che i petali copre di bianco, nasconde la gioia del fiore…
Il nostro poeta ha una sorta di parentela animica anche con Giordano Bruno, il frate tristemente bruciato vivo come eretico: con lui trova dei nessi nel martirio, fatti oggettivi che lo accomunano a Bruno, al quale dedica una poesia ed una parte dell’interessante introduzione al libro. Renzo, vivendo sentimenti ed emozioni di fede, nel senso più ampio e puro del termine, scrive : le coincidenze, in certi momenti di vita , mi dicono che tutto è in relazione…
Sono molti gli uomini giusti, come li chiama lui, alle cui opere si ispira o fa riferimento, tra i quali annovera anche Alberto Moravia, Giorgio Gaber, Gandhi e Roberto Benigni… volgendo un secco invito al lettore: Decidi in chi credi!Principalmente un invito a fare chiarezza in se stessi e a onorare le grandi anime che hanno percorso i tempi e hanno lasciato tanti buoni esempi e insegnamenti.
Tornando ai versi, non posso non citarne alcuni della poesia “Rondini nella luce” che ben esprime la bellezza del Creato delineando un disegno perfetto in un semplice e ineffabile volo di rondini…
Origine e realtà sono la stessa cosa e l’ energia plasmata di noi è “Dio” stesso che si esprime . Invertire il cono è possibile se la luce parte da un cuore. Le rondini lo sanno!
Da questi splendidi versi traggo l’invito ad inoltrasi perdutamente nella lettura di ” Odi alle mie reincarnazioni” ringraziando Renzo per la poesia che sa esprimere!
Daniela Fogar
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